QUALE E' DAVVERO IL NOME PROPRIO DI DIO?

NON SOLO DIO



Molti chiamano il Creatore semplicemente con l'appellativo 'Dio', altri 'Eloah', 'Elohim', 'Yahuveh', 'El', 'Adonay', 'Yahuvah', 'Jehovah', ma tutti alla fine vorrebbero intendere Colui che ha generato l'universo e tutto ciò che esso contiene. Yahushua lo chiamava "Padre", essendo il Messia stesso (traslitterazione dall'ebr. Ha'MashYah) creatura generata direttamente dal Dio Onnipotente. Ma questo Dio ha realmente un nome che lo identifica univocamente ed ha un significato per noi?




La Bibbia è stata legata da sempre alla storia dell’antico popolo di Israele; popolo per lunghi periodi nomade e, in seguito, stanziale, dedito all’allevamento, alla pastorizia e all’agricoltura. La fede del popolo ebraico nell'Unico vero Dio Yahuveh, è stata contrassegnata da una elevata teologia monoteistica che non ha eguali nelle antiche popolazioni dell’area mediterranea, che invece erano caratterizzate da religioni estesamente politeiste. Ogni contatto del popolo ebraico con le altre nazioni era visto come un pericoloso atto che poteva contaminare la pura adorazione e minare le fondamenta stesse della propria spiritualità. 

La legge – o meglio, il codice di leggi – che secondo la tradizione Dio diede a Mosè sul monte Sinai poco prima di entrare in Canaan – la terra promessa – ribadiva più volte questo concetto. Essa proibiva agli israeliti – pena la morte – di adottare le pratiche religiose dei cananei (tra queste erano incluse l’adorazione della 'Regina del cielo' e degli oggetti celesti, come il sole) o di fare con loro alleanze matrimoniali. Come vedremo in seguito, le pratiche regolate da tale legge, davano agli israeliti delle alte norme morali, comportamentali ed igieniche, nettamente superiori a quelle adottate dagli altri popoli dell’antichità. Queste norme appartavano o isolavano ideologicamente il popolo di Israele dalle credenze dei popoli vicini, anche se in numerosi casi essi cedettero poi rovinosamente agli allettanti e immorali stili di vita dei loro vicini territoriali. 

Un’altra particolarità della cultura ebraica che li appartava dagli altri popoli era la peculiarità dei nomi propri. Numerosi dizionari rivelano che i nomi propri non erano una semplice etichetta, ma rappresentavano la vera personalità di colui al quale il nome apparteneva. [3] Per esempio, Salomone, sotto il cui regno Israele visse un periodo di pace e prosperità, significava appunto “Pacifico”. Inoltre, tali nomi potevano essere modificati a seconda delle circostanze. Ad esempio, il nome del patriarca Abram, che significava “padre di esaltazione”, divenne poi Abraham, “padre di una moltitudine”, ad indicare che da esso sarebbe discesa una grande moltitudine. In modo analogo il nome del primogenito di Isacco, che era Esaù “peloso” divenne poi Edom, che significa “rosso” o “rossastro”; il primo descriveva probabilmente una sua caratteristica fisica alla nascita, il secondo ricordava che egli aveva venduto la sua primogenitura al fratello Giacobbe per un piatto di minestra di lenticchie rosse. O ancora, la moglie di Abramo che inizialmente era chiamata Sarai, che significa “litigiosa”, divenne poi Sara, che invece significa “principessa”.

A questa particolarità non sfuggiva neanche l’Iddio della Bibbia. Nei Dieci Comandamenti originali tale nome ricorre otto volte, mentre in tutte le scritture di lingua ebraica esso viene riportato quasi 7000 volte. Nel testo originale esso appare sotto forma di un tetragramma (cioè formato da quattro lettere/consonanti) che in ebraico si leggono da destra a sinistra e in molte lingue moderne si possono traslitterare con le consonanti YHVH. Tale nome è una forma del verbo ebraico 'hayàh-havàh', che significa in origine “Colui che è ... causa dell'essere” o "Colui che mostrerà di essere", e in effetti Dio è personificato dal popolo ebraico come “Colui che mostrerà di essere” il liberatore del suo popolo dalla schiavitù, oppure come Colui che adempie progressivamente le sue promesse e realizza immancabilmente i suoi propositi.

Se il significato di questo nome è noto, non altrettanto si può dire della sua effettiva pronuncia. Infatti, nella lingua ebraica, che fu la prima delle tre usate per scrivere la Bibbia, era d’uso scrivere solo le consonanti, senza le vocali. Queste ultime venivano inserite “a voce” nel leggere e parlare. Facciamo un esempio a noi più vicino che serve a rendere l’idea: secondo l’uso ebraico, la parola “casa” verrebbe scritta esclusivamente con le consonanti “cs”. Le vocali “a-a” verrebbero inserite in seguito da colui che leggerà o pronuncerà tale parola. Ma che dire se questa parola cadesse in disuso o smettesse di essere pronunciata per un lungo periodo? Potrebbe accadere che si perderebbe l’esatta pronuncia originale, per cui, inserendo altre vocali si avrebbe una pronuncia diversa. “cs” potrebbe diventare “coso”, ma anche “caso” o “cosa”. Questo è quanto accadde all’esatta pronuncia del nome dell’Iddio della Bibbia. Finché l’ebraico antico continuò a essere una lingua d’uso quotidiano, non ci fu nessun problema nel pronunciare correttamente il tetragramma YHVH. La pronuncia di tale nome era nota agli israeliti, per cui quando lo vedevano scritto vi aggiungevano automaticamente le vocali. Ma in seguito vi furono due fattori che modificarono questa situazione.





Primo: fra gli ebrei nacque una superstizione secondo cui non si doveva pronunciare udibilmente il nome divino; così quando lo incontravano nella lettura delle sacre scritture pronunciavano al suo posto la parola ebraica ‘Adonày ('Signore').
Secondo: col passare del tempo l’ebraico antico cessò di essere una lingua d’uso quotidiano, venendo soppiantata pian piano dall’aramaico, e così l’originale pronuncia ebraica del nome di Dio fu infine messa in soffitta e usata solo rarissimamente da alcuni studiosi rabbinici. Durante la stesura dei Vangeli, in epoca apostolica (I secolo d.C.), che furono scritti in lingua greca, in alcuni rari frammenti di manoscritti più antichi (intorno al I° secolo d.C.), là dove c’era tale nome venne mantenuto il tetragramma ebraico. Ma le copie su cui si basano gli attuali traduttori, per produrre il nuovo testamento, che sono copie complete (inizio II° secolo d.C.) dei vangeli e delle lettere degli Apostoli hanno anch'esse rimosso il tetragramma. Per questo motivo si hanno continue dispute esegetiche e teologiche sull'uso o meno del nome di Dio nel nuovo testamento. Solo nella seconda metà del primo millennio d.C. alcuni masoreti eruditi ebrei, escogitando un sistema di punti per rappresentare le vocali mancanti, li collocarono accanto alle consonanti distorcendo di proposito la corretta pronuncia a quell’epoca, poichè credevano che pronunciare il Nome Supremo fosse trasgredire il secondo comandamento. Essi desiderando spingere i popoli delle nazioni che non appartenevano al popolo eletto a trasgredire tale comandamento inserirono appositamente le vocali errate. Da ciò derivò la grafia JeHoWaH (Geova in lingua italiana), che oltre ad essere una volgare distorsione dell'originale; purtroppo ha un significato negativo in latino e nessun significato in qualsiasi altra lingua. Al contrario della lingua ebraica dove TUTTI i nomi hanno un senso e rappresentano le caratteristiche intrinseche dell'individuo e perciò tanto più deve essere per il Nome Sacro del nostro unico vero Creatore Onnipotente.

Nella moltitudine di ideologie religiose che dicono di adorare il vero Creatore, non è quasi mai presente il vero nome di del Iddio che parlò ad Abramo, del Eloah dei dieci comandamenti rivelati a Mosè, del Eloah che, per puro atto di Amore, volle generare l'uomo, gli animali, e tutto ciò che la terra contiene. Una creazione che rende gloria a Lui ogni giorno, per quanto è meravigliosa e ricca di forza vitale. Inoltre l'adorazione esercitata dalla maggior parte delle religioni, non ha nulla a che fare con i comandamenti di Yahuveh. Adorazione di immagini e statue umane, rituali religiosi non comandati affatto nella parola del Padre Eterno, concezioni esoteriche nate nell'antica Babilonia e da allora difficilmente cancellabili dalla cultura umana. 
 
Nella maggior parte delle Bibbe odierne non compare nessun "nome", ma semplicemente la parola SIGNORE. Al posto di questo appellativo, era posto il "tetragramma" YHVH.
 
Il nome del Eloah d'Abramo, d'Isacco e di Giacobbe è sempre stato rintracciabile nella Tanach o Tanakh תנך (Le tre lettere TNKh sono le iniziali dell'espressione di תורה Torah – La Legge/Pentateuco, נביאים Nevi'im - i Profeti, כתובים Ketuvim – gli Agiografi, che corrisponde all'odierno Vecchio Testamento, senza gli scritti "apocrifi" anche chiamati "deuterocanonici"). 
 
Le lettere ebraiche יהוה (yod, he, waw, he) che compongono il nome proprio di Eloah nella Bibbia ebraica, sono traslitterabili con le consonanti "YHVH". 
 
Secondo la Jewish Encyclopedia:

«Il Tetragramma compare 5.410 volte nella bibbia, suddiviso nei libri seguenti: Genesi 153 , Esodo 364, Levitico 285, Numeri 387, Deuteronomio 230 (totale nella Torah 1.419); Giosuè 170, Giudici 158, Samuele 423, Re 467, Isaia 367, Geremia 555, Ezechiele 211, profeti minori 345 (totale nei profeti 2.696); Salmi 645, Proverbi 87, Giobbe 31, Rut 16, lamentazioni 32, Daniele 7, Esdra Neemia 31, Cronache 446 (totale negli Agiografa 1.295).»

Chiunque può verificare la presenza del Tetragrammaton (che significa "quattro lettere" in lingua greca) all'interno delle Bibbie in ebraico, ad esempio in Esodo 3:15. 

Vedi es. a questo link: http://www.sacred-texts.com/bib/poly/exo003.htm

La maggior parte delle Bibbie in commercio in Italia, sostituisce il Nome Sacro con il termine: "SIGNORE" spesso scritto in 'maiuscoletto', e solo nelle note in calce danno un accenno al nome ebraico originale dell'Iddio Onnipotente (Solitamente in Esodo 3:14,15 e 6:3).

La solita scusa addotta da molti, poichè con i secoli gli ebrei avrebbero perso il "ricordo" e la pronuncia del Nome Sacro, è una vera e propria FALSITA' che proviene da ignoranza o da cosciente disinformazione. 

Così come FALSA è la "teoria" dei Testimoni di Geova; affermando che l'uso comune e addirittura diffuso del nome latino Jehovah sia da preferire all'originale ebraico. Spiegazione poco seria visto che anche la enciclopedia Treccani afferma esattamente il contrario in questa spiegazione del 1933: "JAHVE' in Enciclopedia Italiana Treccani".

Mentre invece l'uso di questo nome distorto e latinizzato è largamente usato nella Massoneria mondiale. Per un serio approfondimento su questo argomento seguite lo studio pubblicato in questo link con relativo video:

IL SEGRETO DEL POTERE YOD [G] JEHOVAH: I LUMINARI E BAAL NEL CROLLO ECONOMICO GLOBALE 


 









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