GIOSUE' E I DODICI ESPLORATORI NELLA TERRA PROMESSA





Gli Israeliti sono nel deserto di Paran. Sotto ordine di Eloah, gli anziani del popolo mandano un piccolo gruppo di dodici uomini in esplorazione verso la terra promessa ai loro padri.

L'attesa che perdurava oramai da centinaia di anni stava per terminare, il popolo di Yahuveh finalmente stava per entrare in Canaan...

Numeri 13

I dodici esploratori mandati in Canaan
 
"Yahuveh disse a Mosè: «Manda degli uomini a esplorare il paese di Canaan che io do ai figli d'Israele. Mandate un uomo per ogni tribù dei loro padri; siano tutti loro capi». E Mosè li mandò dal deserto di Paran, secondo l'ordine Yahuveh; quegli uomini erano tutti capi dei figli d'Israele.


Questi erano i loro nomi:
Per la tribù di Ruben: Sammua, figlio di Zaccur;
per la tribù di Simeone: Safat, figlio di Cori;
per la tribù di Giuda: Caleb, figlio di Gefunne;
per la tribù d'Issacar: Igal, figlio di Giuseppe;
per la tribù di Efraim: Oshea, figlio di Nun;
per la tribù di Beniamino: Palti, figlio di Rafu;
per la tribù di Zabulon: Gaddiel, figlio di Sodi;
per la tribù di Giuseppe, cioè, per la tribù di Manasse: Gaddi, figlio di Susi;
per la tribù di Dan: Ammiel, figlio di Ghemalli;
per la tribù di Ascer: Setur, figlio di Micael;
per la tribù di Neftali: Nabi, figlio di Vofsi;
per la tribù di Gad: Gheual, figlio di Machi.


Questi sono i nomi degli uomini che Mosè mandò a esplorare il paese. E Mosè diede a Oshea, figlio di Nun, il nome di Yahoshea
('Yahuveh è il liberatore, salvatore')".





 
"Mosè dunque li mandò a esplorare il paese di Canaan, e disse loro: «Andate su di qua per il mezzogiorno; poi salirete sui monti e vedrete che paese è, che popolo lo abita, se è forte o debole, se è poco o molto numeroso; come è il paese che abita, se è buono o cattivo, e come sono le città dove abita, se sono degli accampamenti o dei luoghi fortificati; e come è il terreno, se è grasso o magro, se vi sono alberi o no. Abbiate coraggio e portate dei frutti del paese». Era il tempo in cui cominciava a maturare l'uva.
Quelli dunque salirono a esplorare il paese dal deserto di Sin fino a Reob, sulla via di Amat. Salirono per il mezzogiorno e andarono fino a Ebron, dove erano Aiman, Sesai e Talmai, figli di Anac. Ebron era stata costruita sette anni prima di Soan in Egitto. Giunsero fino alla valle d'Escol, dove tagliarono un tralcio con un grappolo d'uva, che portarono in due con una stanga, e presero anche delle melagrane e dei fichi. Quel luogo fu chiamato valle d'Escol a causa del grappolo d'uva che i figli d'Israele vi tagliarono.
Dopo quaranta giorni tornarono dall'esplorazione del paese e andarono a trovare Mosè e Aaronne e tutta la comunità dei figli d'Israele nel deserto di Paran, a Cades: riferirono ogni cosa a loro e a tutta la comunità e mostrarono loro i frutti del paese.
Fecero il loro racconto, e dissero: «Noi arrivammo nel paese dove tu ci mandasti, ed è davvero un paese dove scorre il latte e il miele, ed ecco alcuni suoi frutti. Però, il popolo che abita il paese è potente, le città sono fortificate e grandissime, e vi abbiamo anche visto dei figli di Anac. Gli Amalechiti abitano la parte meridionale del paese; gli Ittiti, i Gebusei e gli Amorei, la regione montuosa; e i Cananei abitano presso il mare e lungo il Giordano»".

 



Tornati dall'esplorazione, alcuni del gruppo iniziarono volutamente a scoraggiare il popolo in merito alla terra promessa, facendo dubitare fin da subito in merito alla promessa fatta dall'Onnipotente. Pur essendosi accertati della bontà di quella terra ed avendo avuto dimostrazione della veridicità della parola di Eloah, non solo non ripongono alcuna fede in Yahuveh e nelle loro capacità nell'affrontare il nemico, ma scoraggiano pure il popolo che pendeva dalle loro labbra.

"Caleb calmò il popolo che mormorava contro Mosè, e disse: «Saliamo pure e conquistiamo il paese, perché possiamo riuscirci ​benissimo»".

Caleb, uomo saggio ed accorto, tenta subito di schierarsi a favore di Mosè spiegando che il nemico non è un problema avendo Yahuveh dalla loro parte! Dopo tutta la potenza mostrata in Egitto, il loro Eloah li avrebbe certamente aiutati!

Alcuni dominati da uno spirito di divisione non vollero ammettere la semplicità della vittoria e preferirono rimanere dove erano, opponendosi a Yahuveh. Eloah voleva donargli una vita migliore dopo centinaia di anni di sofferenze in Egitto e loro si ostinarono, arrivando addirittura a paventarne un ritorno. Questo è screditare non solo gli eletti del Padre, ma lo stesso Padre che amorevolmente voleva elargire loro grandi benedizioni! 

Nonostante il Padre avesse mostrato la Sua potenza DIRETTAMENTE davanti ai loro occhi in Egitto, gli israeliti si dimenticarono di ogni bene a loro fatto, presi dal loro spirito scoraggiato ed oppositore.
 
"Ma gli uomini che vi erano andati con lui, dissero: «Noi non siamo capaci di salire contro questo popolo, perché è più forte di noi». E screditarono presso i figli d'Israele il paese che avevano esplorato, dicendo: «Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo è un paese che divora i suoi abitanti; tutta la gente che vi abbiamo vista, è gente di alta statura;  e vi abbiamo visto i giganti, figli di Anac, della razza dei giganti. Di fronte a loro ci pareva di essere cavallette; e tali sembravamo a loro»".

Diceva un proverbio 'Attento a sputare contro il cielo, che poi torna indietro...!' ... Lo screditare la "terra promessa" costerà quarant'anni di tribolazione per il Popolo, un anno per ogni giorno di esplorazione (Numeri 14:34). Inoltre costoro, non ascoltando Mosè e Caleb e sostenendo che il Padre li avrebbe condotti certamente ad una sconfitta, dimostrarono di abbandonare la fede in Yahuveh che avrebbe potuto certamente liberarli.

Numeri 14

Incredulità e rivolta d'Israele: I quarant'anni nel deserto

"Allora tutta la comunità gridò di sgomento e alzò la voce; e il popolo pianse tutta quella notte. Tutti i figli d'Israele mormorarono contro Mosè e contro Aaronne, e tutta la comunità disse loro: «Fossimo pur morti nel paese d'Egitto! O fossimo pur morti in questo deserto! Perché Yahuveh ci conduce in quel paese dove cadremo per la spada? Là le nostre mogli e i nostri bambini diventeranno preda del nemico. Non sarebbe meglio per noi tornare in Egitto?» E si dissero l'un l'altro: «Nominiamoci un capo, torniamo in Egitto!»".





"Allora Mosè e Aaronne si prostrarono a terra davanti a tutta la comunità riunita dei figli d'Israele. E Yahoshea, figlio di Nun, e Caleb, figlio di Gefunne, che erano tra quelli che avevano esplorato il paese, si stracciarono le vesti e parlarono così a tutta la comunità dei figli d'Israele: «Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo è un paese buono, molto buono. Se Yahuveh ci è favorevole, ci farà entrare in quel paese e ce lo darà: è un paese dove scorre il latte e il miele. Soltanto, non vi ribellate a Yahuveh e non abbiate paura del popolo di quel paese, poiché ne faremo nostro pascolo; l'ombra che li proteggeva si è ritirata, e Yahuveh è con noi; non li temete»".

Caleb e Yahoshea nonostante il popolo sia contro di loro, parlano con vera Fede e forza, esortando il Popolo!

"Allora tutta la comunità parlò di lapidarli; ma la gloria di Yahuveh apparve sulla tenda di convegno a tutti i figli d'Israele, e Yahuveh disse a Mosè: «Fino a quando mi disprezzerà questo popolo? Fino a quando non avranno fede in me dopo tutti i miracoli che ho fatti in mezzo a loro? Io lo colpirò con la peste e lo distruggerò, ma farò di te una nazione più grande e più potente di esso»".

Ecco che avviene un fatto di grande importanza per la loro vita. Il loro peccato è talmente grave che il Padre decide di distruggere addirittura l'intero popolo degli Israeliti, dando a Mosè il compito di ricostruire nuovamente una discendenza dal suo seme.

"E Mosè disse a Yahuveh: «Ma lo verranno a sapere gli abitanti dell'Egitto, da cui tu hai fatto uscire questo popolo per la tua potenza, e la cosa sarà risaputa dagli abitanti di questo paese. Essi hanno udito che tu, o Yahuveh, sei in mezzo a questo popolo e gli appari faccia a faccia, che la tua nuvola si ferma sopra di loro e che cammini davanti a loro di giorno in una colonna di nuvola, e di notte in una colonna di fuoco. Ora, se fai perire questo popolo come un sol uomo, le nazioni che hanno udito la tua fama diranno: "Yahuveh non è stato capace di far entrare questo popolo nel paese che aveva giurato di dargli, perciò li ha scannati nel deserto". Ora si mostri, ti prego, la potenza di Yahuveh nella sua grandezza, come tu hai promesso dicendo: "Yahuveh è lento all'ira e grande in bontà; egli perdona l'iniquità e il peccato, ma non lascia impunito il colpevole e punisce l'iniquità dei padri sui figli, fino alla terza e alla quarta generazione".
Perdona, ti prego, l'iniquità di questo popolo, secondo la grandezza della tua bontà, come hai perdonato a questo popolo dall'Egitto fin qui»".

Mosè fece una richiesta molto sentita e riuscì ad intercede con il Padre, compiendo un gesto profetico che prefigura il Messiah (1Giovanni 2:1). Il Padre perdonò a tutto il popolo il grave peccato di disprezzo e opposizione al Suo spirito, ma dovettero comunque subire l'agire delle leggi morali sulle loro vite lungo tutti gli anni a venire.

"Yahuveh disse: «Io perdono, come tu hai chiesto. Però, come è vero che io vivo, tutta la terra sarà piena della gloria di Yahuveh. Tutti gli uomini che hanno visto la mia gloria e i miracoli che ho fatto in Egitto e nel deserto, quelli che mi hanno tentato già dieci volte e non hanno ubbidito alla mia voce, certo non vedranno il paese che promisi con giuramento ai loro padri. Nessuno di quelli che mi hanno disprezzato lo vedrà; ma il mio servo Caleb è stato animato da un altro spirito e mi ha seguito pienamente; perciò io lo farò entrare nel paese nel quale è andato; e la sua discendenza lo possederà. Gli Amalechiti e i Cananei abitano nella valle; voi domani tornate indietro, incamminatevi verso il deserto, in direzione del mar Rosso».
Yahuveh parlò ancora a Mosè e ad Aaronne, e disse: «Fino a quando sopporterò questa malvagia comunità che mormora contro di me? Io ho udito i mormorii che i figli d'Israele fanno contro di me. Di' loro: "Com'è vero che io vivo, dice Yahuveh, io vi farò quello che ho sentito dire da voi. I vostri cadaveri cadranno in questo deserto; e voi tutti, quanti siete, di cui si è fatto il censimento, dall'età di vent'anni in su, e che avete mormorato contro di me, non entrerete di certo nel paese nel quale giurai di farvi abitare; salvo Caleb, figlio di Gefunne, e Giosuè, figlio di Nun".

Quando le leggi morali agiscono, i cattivi pensieri del loro cuore si rivoltano contro loro stessi.

"I vostri bambini, di cui avete detto che sarebbero preda dei nemici, quelli farò entrare; ed essi conosceranno il paese che voi avete disprezzato. Ma quanto a voi, i vostri cadaveri cadranno in questo deserto. I vostri figli andranno pascendo le greggi nel deserto per quarant'anni e porteranno la pena delle vostre infedeltà, finché i vostri cadaveri non siano consumati nel deserto. Come avete messo quaranta giorni a esplorare il paese, porterete la pena delle vostre iniquità per quarant'anni, un anno per ogni giorno, e saprete che cosa sia cadere in disgrazia presso di me". Io, Yahuveh, ho parlato: certo, così farò a tutta questa comunità malvagia, la quale si è riunita contro di me; in questo deserto saranno consumati e vi moriranno».
Gli uomini che Mosè aveva mandato a esplorare il paese e che, tornati screditando il paese, avevano fatto mormorare tutta la comunità contro di lui, quegli uomini, dico, che avevano screditato il paese, morirono colpiti da una piaga, davanti a Yahuveh. Ma
Yahoshea, figlio di Nun, e Caleb, figlio di Gefunne, rimasero vivi tra quelli che erano andati a esplorare il paese.

Mosè riferì quelle parole a tutti i figli d'Israele; e il popolo ne fece grande cordoglio. La mattina si alzarono di buon'ora e salirono sulla cima del monte, e dissero: «Eccoci qua; noi saliremo al luogo di cui ha parlato Yahuveh, poiché abbiamo peccato». Ma Mosè disse: «Perché trasgredite l'ordine di Yahuveh? La cosa non vi riuscirà bene. Non salite, perché Yahuveh non è in mezzo a voi. Non fatevi sconfiggere dai vostri nemici! Poiché là, di fronte a voi, stanno gli Amalechiti e i Cananei, e voi cadrete per la spada; poiché vi siete sviati da Yahuveh, Yahuveh non sarà con voi». Nondimeno, si ostinarono a salire sulla cima del monte; ma l'arca del patto di Yahuveh e Mosè non si mossero dall'accampamento. Allora gli Amalechiti e i Cananei che abitavano su quel monte scesero giù, li sconfissero, e li fecero a pezzi fino a Corma".
 
Gli Israeliti non ebbero possibilità di vittoria perchè oramai privi della benedizione del Padre. La volontà del Padre era cambiata, ma loro erano 'rimasti indietro', e pensando di fare cosa gradita a Yahuveh scesero in Canaan il giorno stesso, andando per l'ennesima volta contro la parola pronunciata da Mosè. 

Essi agirono da insensati e screditarono i buoni frutti del Padre (Malachia 3:10) proprio come Adamo ed Eva, che rifiutarono un intero giardino di delizie dove poter vivere e godere di OGNI COSA BUONA, per acquisire un unico misero frutto, l'unico che era proibito. Quante volte anche noi sbagliamo e agiamo da stolti? Se il Padre ci dicesse di affrontare una impresa ci ribelleremmo o ascolteremmo la Sua voce, anche se tale impresa fosse fin dall'inizio apparentemente difficile? Abbiamo imparato dai discepoli ma soprattutto da Yahushua cosa significa essere veri uomini a immagine dell'Onnipotente, dotati di perseveranza, coraggio ma soprattutto Fede nell'aiuto costante del Padre?

Yah protegga e aiuti il Suo popolo a progredire sempre più nella sua volontà.


QUALE E' IL VERO SIGNIFICATO E L'ORIGINE DI HALLOWEEN?


Mentre come ogni anno il mondo si lascia coinvolgere dalla celebrazione di Halloween, con il suo assortimento di streghe, maghi, scheletri, zucche e ridicoli travestimenti, gli evangelici stanno cambiando il nome di Halloween in 'JesusWeen', dove vengono comunque mantenute le caratteristiche originali di questa festività pagana, come i regali, ma viene predicata la vittoria del loro messia attraverso lo slogan 'JesusWeen...JesusWIN!'.

Data la grandissima popolarità che ha raggiunto la giornata di Halloween, gli organizzatori si giustificano dicendo che negli ultimi anni è diventata un'ottima opportunità di evangelizzazione.

Il 31 ottobre è diventato così il 'World Evangelism Day', la giornata mondiale della predicazione evangelica...! Ma perchè tra tutti i giorni dell'anno è stata scelta una data così significativa? Che messaggio stanno portando ma soprattutto... in nome di chi?!?


Ogni sincero figlio dell’Onnipotente Yahuveh dovrebbe indignarsi per l'ennesima trovata di 'marketing' evangelico, che rende ogni volta sempre più ridicolo il messaggio della Verità. Ecco quindi un articolo per tutti coloro che ancora ignorano il vero significato del 31 ottobre.
 
L'origine misterica della festività di halloween 

La parola “Halloween” risulta dalla fusione della frase “All Hallow’s Eve”, cioè “la vigilia del giorno di tutti i santi”. “Hallowed” in inglese significa “santo”, e deriva da “halo”, cioè “aureola” – quella emanazione luminosa circolare che viene raffigurata dietro la testa delle deità, come Krishna in India, o Buddha, ma ancor prima Giove presso i Romani e Cerwiden presso i Celti. La pratica di raffigurare divinità o “individui illuminati” con l’aureola fu adottata dal Cattolicesimo ad imitazione dei Romani, ma ha origini pagane ancora più antiche, che risalgono al culto del sole. Il Cattolicesimo ha mutuato l’aureola dal paganesimo per contraddistinguere una persona come “santa” e farla quindi diventare oggetto di venerazione. Come sappiamo, questo non è che uno dei molti esempi di simboli e rituali che il Cattolicesimo ha preso in prestito dal paganesimo, contravvenendo di fatto al comandamento di Yahuveh: 

Deuteronomio 12:28-32 - "Osserva e ascolta tutte queste cose che ti comando, affinché tu sia felice, e i tuoi figli dopo di te, quando avrai fatto ciò che è bene e giusto agli occhi di Yahuveh tuo Eloah. Quando Yahuveh, il tuo Eloah, avrà sterminato davanti a te le nazioni che tu stai andando a spodestare, e quando le avrai spodestate e ti sarai stabilito nel loro paese, guàrdati bene dal cadere nel laccio seguendo il loro esempio, dopo che saranno state distrutte davanti a te, e dall'informarti sui loro dèi, dicendo: «Come servivano i loro dèi queste nazioni? Anch'io voglio fare lo stesso». Non farai così riguardo a Yahuveh tuo Eloah, poiché esse praticavano verso i loro dèi tutto ciò che è abominevole per Yahuveh e che egli detesta; davano perfino alle fiamme i loro figli e le loro figlie, in onore dei loro dèi. Avrete cura di mettere in pratica tutte le cose che vi comando; non vi aggiungerai nulla e nulla ne toglierai". 

I Druidi, sacerdoti tra le tribù celtiche del Nord Europa e adoratori del sole, celebravano ogni anno in autunno il loro dio dei morti Samhain, quando le giornate cominciavano ad accorciarsi. L’inizio della metà “oscura” dell’anno era scandita dalla ricorrenza della celebrazione di Samhain. In quel giorno, i popoli pagani del Nord Europa credevano che i morti camminassero sulla terra, in cerca di cibo. I sacerdoti Druidi, per ingraziarsi questi spiriti e rendere loro omaggio, in quel giorno giravano per le case e pretendevano dagli abitanti dei villaggi cibi e beni, minacciando la maledizione delle loro case e delle loro famiglie qualora non fossero stati accontentati. Da qui il significato – debitamente edulcorato per le masse – del ritornello “dolcetto o scherzetto”.

I Druidi compivano anche sacrifici umani: il grasso ricavato dai bambini sacrificati a Samhain veniva usato per creare delle candele, che venivano poste poi all’interno di una zucca, collocata davanti alla porta di casa dei genitori del bambino sacrificato per tenere lontani gli spiriti maligni dei morti. In Irlanda la stessa cosa veniva fatta usando non le zucche, ma delle rape, che venivano riempite di braci accese, dopo essere state svuotate e intagliate con delle piccole facce umane.

La pratica dei sacrifici umani, che continua tutt’oggi (si vedano le tante “morti misteriose” che si verificano il 31 ottobre), ma anche la stregoneria, la divinazione, gli incantesimi e l’evocazione di spiriti sono tutte abominazioni esplicitamente condannate da Yahuveh: 

Deuteronomio 18:10-12 - Non si trovi in mezzo a te chi fa passare suo figlio o sua figlia per il fuoco, né chi esercita la divinazione, né astrologo, né chi predice il futuro, né mago, né incantatore, né chi consulta gli spiriti, né chi dice la fortuna, né negromante, perché Yahuveh detesta chiunque fa queste cose”. 

Dal paganesimo alla cristianità 

Quando il Nord Europa fu “cristianizzato”, il culto di Samhain non fu rimosso, ma re-inventato e trasposto con nuovi significati nella celebrazione cattolica di “Ognissanti”.

Quest’ultima ha la sua origine nelle tradizioni del primo cattolicesimo di celebrare le vite dei suoi “santi” nel giorno dell’anniversario della loro morte. Quando Papa Bonifacio IV riconsacrò il Pantheon a Roma (tempio pagano costruito in onore degli dèi greco-romani che NULLA ha di sacro...!) intitolandolo a “Santa Maria e Martiri” il 16 maggio dell’anno 609 d.C., fissò quello stesso giorno come anniversario per ricordare ogni anno tutti i martiri del cattolicesimo. Più tardi, Papa Gregorio III cambiò la data della ricorrenza nel 1°novembre, e sancì la nascita della festività cattolica di “Ognissanti”, in inglese “All Hallow’s Day”. La notte prima, cioè quella del 31 ottobre, divenne “All Hallow’s Eve”, da cui “Halloween”.

La celebrazione di Halloween iniziò come festa locale, ma poi Papa Gregorio IV ne estese l’osservanza a tutta la cristianità nel 9°secolo. 


La politica della Chiesa Cattolica Romana fu di riadattare le pratiche delle popolazioni pagane indigene e rivestirle di significati più consoni alle proprie dottrine, conducendo così i fedeli dai sacerdoti pagani ai propri sacerdoti. In altre parole, il cattolicesimo ha inteso mostrare la “salvezza” a questi popoli sfruttando la struttura religiosa già esistente con annessi i loro rituali pagani, a cui si è sovrapposta nel dominio delle loro menti e dei loro spiriti: con questa azione machiavellica (“il fine giustifica i mezzi”) i popoli sono stati mantenuti nelle tenebre. A tutt’oggi, i festeggiamenti pagani di Halloween a base di streghe, spiriti e morti viventi convivono senza traumi con una presunta identità “cristiana” nelle menti e nei comportamenti dei milioni di cosiddetti “fedeli” delle chiese corrotte di “Babilonia la grande”. Mentre, come abbiamo detto, ad altri (ed alti) livelli continua la pratica satanica dei sacrifici umani.

In conclusione: Halloween è un riadattamento di una antica festività pagana a base di rituali cruenti ed uccisioni efferate. La percezione comune odierna, pur con tutta la cultura di questo secolo, è che si tratti di qualcosa di innocente. Non consentiamo ai nostri bambini di bere questo veleno spirituale, versato direttamente dalla “coppa piena di abominazioni” in mano alla donna che cavalca la bestia di Apocalisse 17.